Giovedì, 24 Ottobre 2019 06:50:40
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La parodontosi - le cure

 

ultrasuoniLe possibili terapie di rigenerazione dei tessuti persi sono solo uno stadio finale della cura e fanno comunque seguito ad una fase essenziale del trattamento della parodontosi: quella nella quale si eliminano tutte le cause che la hanno sostenuta nel tempo.

E’ evidente che si tratta, essenzialmente, di tecniche di “pulizia”, con le quali vengono eliminate dalla superficie dei denti le calcificazioni, le impurità ed i tessuti degenerati a causa dalla parodontite.

tartaroLa prima fase è quella della detartrasi, quella nella quale si rumuove il tartaro sopra e sottogengivale con l’ausilio degli apparecchi ad ultrasuoni. E' bene precisare che l'eliminaizone del tartaro dovrebbe essere una manovra di igiene profesisonale che dovrebbe essere eseguita indipendentemente dall'insorgenza di una gengivite o dal semplice sospetto di soffrirne. Occorrerebbe recarsi epriodicamente dal dentista per la rimozione delle calcificazioni ad intervalli regolari. In genere, basta una pulizia ogni sei mesi.

curettageA questa fase di eliminazione del tartaro, anche definita ablazione, fa seguito il curettage, con il quale, grazie all’aiuto di specifici strumenti affilati, si portano via i tessuti molli e necrotici formatisi sulla radice e nella tasca in seguito alla malattia parodontale. La fase finale è quella del root planing o levigatura radicolare, al termine della quale la superficie della radice è assolutamente detersa e “liscia”.

movimentocuretteSe le manovre di curettage sono in grado di diminuire in maniera significativa la carica batterica che sostiene l’infezione del parodonto, un grosso beneficio, in questa fase, è assicurato dall’utilizzazione del laser, che completa in maniera efficacissima la terapia. Infatti, grazie al suo alto potere decontaminante, il numero dei batteri, dopo l’applicazione della luce laser, può essere addirittura azzerato!

Una volta concluse con efficacia queste terapie parodontali, è possibile riesaminare la situazione clinica del paziente, allo scopo di poter prospettare eventuali procedure di rigenerazione dei tessuti persi, laddove possibile. E’ ovvio che il mantenimento dei risultati ottenuti ed il raggiungimento di nuovi obiettivi sono possibili solo se il paziente è in grado di osservare una scrupolosissima igiene domiciliare, senza la quale egli è destinato ad incorrere alle ovvie recidive della malattia ed alla perdita di numerosi elementi dentari.

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