Giovedì, 24 Ottobre 2019 06:22:22
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L'endodonzia

 

endodonziaCon il termine endodonzia si intende quella branca dell'odontoiatria che si occupa della terapia dell'endodonto, ovvero lo spazio all'interno dell'elemento dentario. Questo spazio contiene la polpa, costituita da tessuno nervoso e vascolare. Nel linguaggio comune, quando si parla di endodonzia e di terapia endodontica, ci si riferisce alla devitalizzazione, alla terapia di denti con polpa non piu' vitale od ai ritrattamenti su un dente già devitalizzato.

Di norma, dover devitalizzare un dente è una vera necessità imposta da una emergenza o dalla grossa estensione di una carie. Nella piu' classica delle circostanze, occorre devitalizzare un dente quando una carie molto profonda (che ha già dato segno di sè con sintomi "premonitori") e la carica batterica ad essa associata hanno interessato in maniera significativa la polpa dentaria. In conseguenza di questo interessamento, la polpa reagisce infiammandosi severamente. Cosi' come avviene un tutte le infiammazioni, i tessuti coinvolti tenderebbero ad espandersi e tumefarsi, ma all'interno del dente cio' non puo' accadere, visto che la polpa dentaria è contenuta in un astuccio rigido rappresentato dalla camera nella quale essa è contenuta. In questo modo, l'aumento di pressione dovuto alla infiammazione non avendo un suo sfogo va a comprimere le terminazioni nervose che lo subiscono. Di qui il dolore del classico mal di denti.

schemaNelle fasi finali di questo processo, il dente perde la propria vitalità. Poichè il nervo "muore", i sintomi scompaiono ma le complicazioni aumentano notevolmente, in quanto si sono stabilite le condizioni per l'insorgenza di un processo infettivo che trova nel nervo necrotico un ottimo terreno di sviluppo e puo' assumere caratteri di cronicità, espandendosi nell'osso che circonda le radici. Nei casi piu' gravi, i processi infettivi determinano quadri clinici caratterizzati da dolore e grossa tumefazione, sui quali è necessario intervenire innanzitutto con dose massicce di antibiotici.

L'unica maniera per intervenire è la rimozione della polpa dentaria. Quella che -appunto- viene definita devitalizzazione. Ma attenzione: capita che nelle semplificazioni del linguaggio comune venga indicato in maniera impropria come devitalizzazione anche l'intervento su un dente nel quale il nessuto nervoso sià già necrotico. Ovvio che un dente già "morto" non puo' venire devitalizzato.... La confusione nasce dal fatto che sia nella devitalizzazione che nella terapia di un dente necrotico, le fasi del trattamento sono simili e le finalità della cura sono identiche: ripulire, disinfettare e sagomare i canali nei quali è contenuto il tessuto nervoso, da otturare poi con materiali plastici.

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